
fonte: http://www.diocesidiiglesias.it
La città è stata festosamente invasa da una folta
rappresentanza di giovani provenienti da tutto il territorio diocesano. Le
“sentinelle del mattino”, così usava chiamare i giovani Giovanni Paolo II,
hanno preso parte alla ventiduesima giornata mondiale della gioventù, invitati
dall’amministratore apostolico Tarcisio Pillolla a vivere una serata di
incontro, riflessione e preghiera, con l’organizzazione curata dall’Ufficio
diocesano di pastorale giovanile. “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi
gli uni gli altri” è stato il tema indicato dal papa Benedetto
XVI.

I protagonisti hanno raggiunto Iglesias nel primo pomeriggio, radunandosi in via Isonzo, per poi formare due distinti gruppi. I giovani appartenenti alle Foranie di Iglesias e Giba si sono riuniti nella chiesa di San Francesco, dove la riflessione è stata guidata da monsignor Mosè Marcia, vescovo ausiliare di Cagliari, mentre i giovani provenienti dal territorio di Carbonia e Sant’Antioco si sono recati nella chiesa della Purissima, dove l’animazione è stata curata da Francesca Porcella, docente di Cultura e Arte. I temi della sacralità della vita, dell’amore a 360 gradi, dell’accoglienza del prossimo, della malattia, dell’ascolto della Parola e del servizio a Dio e ai fratelli, soprattutto dei più bisognosi, sono stati al centro delle meditazioni, che hanno visto un’attenta partecipazione dei giovani, molti dei quali, nei mesi scorsi, sono stati coinvolti negli incontri preparatori guidati dal responsabile della pastorale giovanile, Giorgio Fois.

Numerosi gli scout dei diversi gruppi Agesci del Sulcis
iglesiente, tanti i rappresentanti degli altri gruppi, associazioni e movimenti
ecclesiali: nel loro volto e nel loro sguardo la volontà di interrogarsi sul
presente e sul futuro, per comprendere sino in fondo il senso di una vocazione,
laica o religiosa, spesso ancora da scoprire. C’è stato allora il ritrovo dei
giovani in piazza Municipio, da dove in corteo hanno percorso numerose strade
del centro storico per poi giungere alla Caserma Trieste: qui, sono stati
accolti dal comandante e colonnello Vincenzo Bono; è seguita la liturgia
presieduta dall’amministratore Apostolico della diocesi di Iglesias Tarcisio
Pillolla. “Vi ricorderò sempre”: sono state queste le parole con cui monsignor
Pillolla ha salutato i giovani in occasione dell’ultimo incontro diocesano da
lui presieduto e dedicato a coloro che sono stati sempre al centro della sua
attenzione, rappresentando l’avvenire del territorio. “Tutto quello che ho dato
- ha sottolineato monsignor Pillolla, che ha guidato la diocesi per quasi otto
anni - è molto meno di quello che ho ricevuto in questo intensissimo periodo, in
cui mi sono sentito a casa”. Il predecessore di monsignor Zedda, nel ringraziare
tutti i presenti per la partecipazione numerosa e attenta, ha messo in evidenza
la necessità di ricordare anche coloro che vivono il dramma della sofferenza,
“verso i quali siamo chiamati a testimoniare gesti di carità, senza trascurare
il valore della preghiera e dell’amore al prossimo, anche nei confronti di chi
ci fa soffrire. Un amore che deve alimentare anche il nostro rapporto con la
Chiesa, attraverso la quale Cristo vive”.
L’amministratore apostolico si è poi soffermato sul
significato del servizio: “Con l’Eucarestia Gesù ha dato non qualcosa ma se
stesso. E’ un insegnamento che ci chiama allo spirito del servizio - ha concluso
il vescovo Tarcisio Pillolla -, raccogliendo il meglio dall’esempio di chi
contribuisce alla salvezza della società, per non perire con essa”. Un messaggio
ai giovani è stato inviato anche dall’arcivescovo Vincenzo Pelvi, ordinario
militare in Italia: “Amare Dio - ha scritto l’alto prelato - è amare l’umanità e
quindi aprire se stessi alla comunione, accogliere gli altri in sè, per essere e
camminare insieme. Siamo quindi chiamati a vivere in Gesù Cristo e come Gesù
Cristo e ad offrire iniziative di perdono e di pace in un mondo lacerato e
offeso dai conflitti e dalle guerre. Dobbiamo cioè ubbidire alla legge
dell’amore anche come espressione di provvidenza per se e per gli altri”. In
chiusura di giornata, sempre all’interno della caserma Trieste, si è svolta
l’attività pastorale “Life of Life”.
Gianluigi Sulas